Il sogno finale dell'Europa League Capo Five si infrange per il Real Colizzati, che cade pesantemente nel ritorno contro il Sert Vigo. Dopo il promettente 5-3 dell'andata, il match si chiude con un 9-1 (complessivo 12-6) che non lascia spazio a repliche.
Sotto gli occhi del Presidente Claudio, la squadra è incappata in un blackout collettivo, pagando a caro prezzo l'assenza di Riccardo Marcucci, l'unico uomo capace di dare equilibrio e protezione alla retroguardia. Senza il suo filtro, il centrocampo è apparso sguarnito, esponendo la difesa a una pressione insostenibile.
La cronaca racconta di un avvio shock: Massaroni colpisce tre volte nei primi dieci minuti, annullando subito il vantaggio dell'andata. Il Real prova a scuotersi con Nanni, che dopo una grande occasione parata riesce a trovare la rete del 6-1, ma è un fuoco di paglia.
Nonostante i salvataggi dell'eroico Bellantoni e i tentativi del capitano Ciaffaroni di arginare le folate avversarie, la stanchezza ha portato a errori fatali. Anche Renda, solitamente una certezza, ha vissuto una serata opaca, subendo diverse reti sul proprio palo e apparendo meno reattivo nelle uscite.
Davanti, l'isolamento è stato totale: Francesco Gambassi e Matteo Giambenedetti sono rimasti quasi sempre ai margini della manovra, privi di rifornimenti e schiacciati dal pressing avversario, mentre il rientrante Diego Falaschi è apparso ancora lontano dalla condizione migliore.
Il vero rammarico risiede nella gestione tattica della gara. Nonostante le difficoltà fossero evidenti, Mister Pezzolla non è intervenuto con cambi di modulo o correttivi strategici per proteggere una difesa ormai allo stremo. Il match è scivolato via senza scosse, con il solo ingresso finale di Roselli (che ha preso la fascia di capitano) a dare un po' di ordine in trincea. Ora il Real Colizzati deve resettare questa sconfitta e guardare alla Finalina per il terzo posto: un'occasione per onorare il brand e dimostrare che il valore del gruppo è quello visto nella gara d'andata, chiudendo la stagione con l'orgoglio che merita.